venerdì, 04 luglio 2008
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martedì, 06 maggio 2008

Non bastavano i mille libri usciti su Cogne, quelli sul delitto perfetto commesso dalla mamma di Samuele o dagli altri, no, purtroppo non mi chiamo fuori, so di avere incrementato anch’io con il mio COGNE : UN ENIGMA SVELATO, Giraldi editore, Bologna, aprile 2007 ( che, tra l’altro, se non si ordina in libreria, non si può leggere perché messo all’indice appena uscito), questa drammatica sarabanda che confonde le acque sempre un po’ di più senza risolvere mai un bel niente. Però una cosa di buono so di averla fatta anche rispetto alle due ultime leve, sedicenti neogiornaliste pimpanti della Scuola di Giornalismo Investigativo dell’Università di Urbino, che hanno ipotizzato l’ennesima arma ‘vincente’, un mazzo di chiavi, con cui la mamma di Cogne avrebbe ucciso il proprio bambino appena coricato nel lettone, proprio ‘per tranquillizzarlo’, massacrandolo ovviamente in un minuto secondo, prima di uscire ad accompagnare l’altro, sorridente e tranquilla, come è stata vista, proprio il minuto dopo,  allo scuolabus ( per favore, per  il prossimo V day, Beppe Grillo proponga di abolire anche la Scuola di Giornalismo Investigativo di Urbino se fa tanta inutile e balorda cagnara) : mi sono chiesta quali erano le domande giuste e quelle sbagliate sul Caso Cogne partendo dal principale aforisma autocritico di Sherlock Holmes: ‘nulla è più ingannevole di un fatto ovvio’.

Su Cogne pare che, finora, ‘applicare la legge’ si sia rivelato bieco o impossibile, perché così si sono commessi solo errori tremendi: 1) condannando una persona ( Anna Maria Franzoni) innocente fino a prova contraria, prova che non c’è ancora  2) sospettando vicini e amici o parenti in modo altrettanto approssimativo e senza prove certe.

Dice Antony Jay: “Per capire che una risposta è sbagliata non ci vuole un’intelligenza eccezionale, ma per capire che una domanda è sbagliata ci vuole una mente creativa.

“Di che cosa è morto Samuele?” ecco cosa dovevano chiedersi tutti, avvocati, inquirenti, giornalisti, scuole di giornalismo e impiccioni vari, ma non se lo sono mai chiesti.  Tutti sono saltati al secondo passaggio e si sono chiesti solo quello che la stampa malata e la TV delirante ci ha costretto a chiederci per sei lunghi e tormentosi anni di orridi e indecenti programmi tv: “ Chi ha ucciso Samuele?”

Che Samuele non è stato ucciso né dalla madre né da Pinco Pallo lo direbbe chiaramente l’autopsia se fosse fatta meglio o magari se venisse rifatta, tenendo conto di alcuni particolari mai chiariti dal troppo universitario ( anche lui!) anatomopatologo ufficiale di Cogne, prof Francesco Viglino. Queste cose non le sbandiero io, come gallina starnazzante travestita da giornalista investigativa nel giorno della mia tardiva Tesi di Laurea, ma egregi neurochirurghi, fior di specialisti medici, che, come comanderebbe l’inimitabile Sherlock Holmes, hanno rifatto, da persone competenti, cioè ‘da periti autoptici’, la relazione, criticando aspramente quella ufficiale che finora è stata avvallata, (è ovvio) da tutti, solo perché solerti ed egregi incompetenti : pm,  giudici, giornalisti, psicologi, opinionisti, preti, ballerine, soubrettes, insomma, da tutto quel circo mediatico per cui il Caso Cogne è stato sempre e solo un’occasione in più per aprire la disgustosa immonda boccaccia presenzialista. RILANCIO L’APPELLO alla vigilia della CASSAZIONE: se ci sono dei neurochirurghi si facciano avanti e rileggano SUL MIO LIBRO la perizia autoptica (fatta coi piedi) del bambino di Cogne, se non ci sono, please, tutti i faccendieri o sfaccendati o laureandi sono pregati di mettersi un bel cerotto sulla bocca e tenerlo per sempre.

Maria Grazia Torri

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categoria:la vera chiave non omicida di co
mercoledì, 16 aprile 2008
CRIMINI & TV      ( La Voce  di  Romagna, mercoledì 16 aprile 2008)

TEST DI  SALUTE MENTALE AI PM? GIUSTISSIMO.  PRENDETE E RILEGGETE IL CASO COGNE 

Il buon senso latita. Allora, misuriamolo.

Test di salute mentale ai pm? Mi va benissimo. Ottima proposta di Silvio Berlusconi e accetto anche le integrazioni ma non le critiche di Di Pietro, che ha proposto ironicamente ( quando c’è poco da scherzare) di estenderlo anche ai giudici e ai politici. Del resto, quando facevo l’insegnante, ho subito in prima persona dei test di idoneità e trovo che sia giusto farli periodicamente a tutti coloro che ricoprono posti chiave a livello di istituzioni o che hanno compiti formativi nell’ambito dello stato. Perché? Perché ci sono troppe ed eclatanti prove che il buon senso, quando non direttamente la salute mentale nazionale, oggi, scarseggia. Nei paesi anglosassoni si silurano i capi di stato e di governo per motivi scandalistici di natura sessuale ma il problema della salute mentale in uno stato mi sembra prioritario su tutti gli altri ed è il caso di rendersene conto una volta per tutte. Bisogna poter dimostrare in primis un grande e sconfinato equilibro e una meravigliosa saggezza per pretendere di ricoprire incarichi delicati come quelli di PM, GIP, avvocato difensore o giudice ed è il caso di cominciare a organizzarsi perché questo avvenga.  Perché se Gesù Cristo non è venuto a giudicare ma a salvare gli uomini dalla loro condizione di malattia e di peccato ( e quando ha giudicato lo ha fatto per redimere) chi giudica unicamente per condannare non so fino a che punto sia magnanimo o giusto dentro se stesso e mi interesserebbe davvero saperlo prima di essere giudicata o condannata da lui. Un esempio rivelatore di questa improrogabile necessità, per me, è il seguente.

Un test di salute mentale, per esempio, io lo avrei fatto volentieri al gip Fabrizio Gandini, che ha condotto le indagini preliminari sul Caso Cogne, perché, dopo la lettura del suo atto d’accusa che richiedeva una pena di trent’anni per la mamma di Cogne, documento pubblicato su  Panorama del 28 marzo 2002, ho visto in esso, con l’aiuto di medici esperti, tante e tali incongruenze e contraddizioni da dubitare appunto del suo totale equilibrio mentale.  Innanzitutto il gip, pur non essendo medico e, nella fattispecie neurochirurgo e non avendo mai prima d’ora condotto un’ inchiesta adeguata su un problema squisitamente medico come l’aneurisma, giudica al punto 3.1 del suo Atto di Accusa, ASSURDA la diagnosi di aneurisma cerebrale per Samuele, ipotizzato dalla dott Satragni, basandosi solo sulla diagnosi di un anatomopatologo nominato dal tribunale, il prof Viglino, che, però, non ci ha dato mai conto, nella sua perizia su Samuele, di un esame scrupoloso fatto  sulle arterie del  poligono del Willis, unico test che avrebbe escluso con cognizione di causa la cosidetta ‘assurda ipotesi’ dell’avventato Gip. In secondo luogo, il Gip si permette di dire che ‘la Franzoni resta da sola sul luogo del delitto con il cadavere’, cioè si permette di chiamare CADAVERE ( come mi ha fatto notare la dott.ssa Pozzi) un bambino che, nella fascia di tempo considerato, non era affatto cadavere, in quanto un cadavere non ‘geme sommessamente’ ( come lo stesso Gandini afferma al punto 3.2 dell’Atto d’Accusa). Un esempio di incoerenza logica che fa giustamente dubitare di buone facoltà mentali del Gip. Difatti, Samuele sarà cadavere solo due ore dopo, al Pronto Soccorso di Aosta ( 9,55), con attestazione di morte siglata precisamente da un Pubblico Ufficiale, il dott Bellini e non dal delirio professorale del solito anatomopatologo Viglino, che approfitta dell’autopsia di Samuele per fare sfoggio di accademia, sciorinandoci, novello azzeccagarbugli, una ‘nobile’ disquisizione su morte cerebrale e morte cardiocentrica. Poi c’è da dire che dal coma di Samuele, CGS 3, giudicato irreversibile prima da Viglino e poi, ovviamente dal Gandini, molti sono tornati in vita, mentre, in base a questo dato, l’anatomopatologo del tribunale di Aosta stila tout court una diagnosi di morte. In quarto luogo le ferite non sono 17 (ma di meno) non sono tutti squarci, molti sono solo graffietti che non possono presupporre l’esistenza di una sola arma o oggetto contundente ( di gravi, in effetti, ce ne sono quattro), ma cosa ci possiamo fare noi se il pm si era innamorato tanto del numero 17?

Poi, quello spruzzo sulla parete, che a detta di un testimone oculare citato dal Gip, tal Alberto Enrietti, sembra vomito, e che, come tale, avrebbe avuto molto da rivelare sulla REALE MORTE di Samuele, perché non viene, dietro ordine del Gip ( assente quando serve ragionare) analizzato ben bene dai Ris, che mai più, da allora, ce ne parlarono?

Maria Grazia Torri

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categoria:crimini & tv
mercoledì, 13 febbraio 2008

Caro Picozzi,

ho letto la tua intervista su IL RESTO DEL CARLINO del 12  febbraio 2008 e trovo che tu sia affetto da manie di onnipotenza come psichiatra e delirio di grandeur televisiva, il che denota la tua piena decadenza come uomo per il senso di humanitas assolutamente mancante in te. Per te immagino che l’Humanitas sia solo un ospedale di Milano!

A proposito di Cogne, ammetti che è il caso più complesso che ti è capitato. Ma perché non dici piuttosto che è IMPOSSIBLE per te?

Lo è, eccome! Perché tu sei l’ultimo che doveva occuparsene, anzi, perché non ci dovevi neppure entrare. CI SEI DENTRO PER SBAGLIO E PER SMANIA DI POTERE. Si, per un macroscopico errore di competenze e di valutazione del Caso Cogne, che non era affatto di tua pertinenza. Non simpatizzo per i neurochirurghi, quelli che ho conosciuto, purtroppo, si sono dimostrati esseri avidi di denaro, saccenti e talmente untuosi da farmi tornare il cancro. Nonostante ciò, io vado oltre, io RAGIONO e credo che uno di essi abbia ventilato la verità più probabile e accettabile su Cogne.

MA COME OSI DIRE CHE in un caso come COGNE “l’intervento degli operatori medici o paramedici ha complicato l’analisi delle prove”?

Ma sei uno psichiatra o un criminale? Se un bambino è vivo, perché Samuele, alle 8,28 , ora in cui la madre era rientrata dallo scuolabus , era vivo, anche se agonizzante, secondo te, non bisogna soccorrerlo per non inquinare le prove? SIAMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO DEL DELIRIO O DEL CINISMO PARANOICO O SFASCIO NAZIONALE? Ma non ti fai schifo? Non ti vergogni a dire una cosa tanto orripilante? Ma non ti viene un colpo a credere in una realtà distorta e telecomandata, fondata su CSI invece che sull’umanità vera e sulla scienza vera ? Caschi come una pera nel tranello in cui ci vuol far cadere un incompetente: l’anatomopatologo di Cogne. CREDI CHE SAMUELE SIA UN CADAVERE, UN MORTO, UN BAMBINO NEPPURE DA SOCCORRERE e SU CUI INTERVENIRE SOLO PER PRELEVARE CAMPIONI DI DNA, MENTRE, poverino, è ANCORA VIVO? MA PERCHE’ SEI COSI’ CIECO? Forse CSI per te è diventato davvero la realtà, mentre la realtà, l’anatomopatologia praticata in modo serio è solo ILLUSIONE..   Si salvi chi può!

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categoria:caro piscopicozzi, se tu facessi il tuo mestiere e
giovedì, 03 gennaio 2008
AAAAAAA. CERCASI PUBBLICITARI E REGISTI per una possibile soluzione per il Caso Cogne:

VOLETE SAPERE QUAL E’ LA DIFFERENZA, IN UN INDAGINE DI TUTTO RISPETTO,TRA UN PUBBLICITARIO CHE SCOPRE LA VERITA’ E UN MEDICO CHE, INVECE……… HA FATTO… UNA CAPPELLA MOSTRUOSA?

LA VERITA’ è, COME DICE L’EX PUBBLICITARIO POZZI,  CHE :

“ I MEDICI SEPPELLISCONO I LORO ERRORI ( COME STA RIUSCENDO BENISSIMO A FARE L’ANATOMOPATOLOGO DI SAMUELE  FRANCESCO VIGLINO) MENTRE I PUBBLICITARI LI ATTACCANO SUI MURI (COME FAREBBE  SENZALTRO IL POZZI SE GLI AVESSERO AFFIDATO LE INDAGINI! )

PER RISOLVERE L’ANNOSO CASO COGNE ( DAI MIEI AMICI MEDICI E SPECIALISTI IN ANATOMOPATOLOGIA, TRAUMATOLOGIA, E NEUROCHIRURGIA GIA’ ABBONDANTEMENTE ARCHIVIATO COME ‘MORTE NATURALE’), ALLORA, MI TOCCHERA’ SERVIRMI DELLA REGIA DI UN VALENTE ‘PUBBLICITARIO’ PER FARVI TOCCARE ‘LA VERITA’!

PERCIO’, REGISTI INTRAPRENDENTI E PUBBLICITARI GENIALI, VENITEMI IN AIUTO!

IN UNA SOCIETA’ DI GRANDI FRATELLI E DI CRIMINI MEDIATICI VERI E FINTI SERVITI DAI TIGGI’ E DALLE INDUSTRIE CRIMINALI DI STATO DELL’INTRATTENIMENTO, REGOLARMENTE, AL POSTO DEL MENU’ QUOTIDIANO, e SEMPRE ALLE ORE PASTI, IL CASO COGNE E’ PROPRIO TUTTO NELLE VOSTRE MANI!

DICO DAVVERO!

(mariagrazia.torri@tiscali.it)
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categoria:aaaaaaa cercasi pubblicitari e r
martedì, 01 gennaio 2008
AUGURI! PER UN DELITTO MEDIATICO IN MENO

 

Così voglio cominciare un nuovo anno, con un delitto in meno e tanta qualità di informazione in più,che vuol dire meno torture mediatiche e meno maniacalità televisiva sul crimine di casa nostra.

Non è che se uno tace diventa omertoso, non corriamo certo questo pericolo coi nostri Tiggì, è che se uno insiste in quel modo diviene lui stesso, per quanto giornalista,  persona pericolosa  e bisognosa di cure psichiatriche, da ricoverare presso i centri appositi e non da mostrarci nei Tiggì.

Io non credo che la gente goda a sentire di questi delitti raccapriccianti mentre mangia a mezzogiorno e alla sera, con o senza famiglia vicino,  e non credo neanche che faccia bene alle troppe menti malate di questo paese che hanno ormai scambiato ( noblesse obblige) l’assassino per l’eroe e che pensano di diventare magari  facilmente famosi proprio in questo modo.

Le torture mediatiche sul crimine in Italia hanno raggiunto nei palinsesti

proporzioni sconvolgenti e dettagli e programmazioni da  serial ( killer) o da telenolvelas, come dice Ellen Nerenberg, docente di Letteratura Italiana in una Università del Connecticut. La modalità stessa del fornire la notizia del crimine, i sorrisi accattivanti delle giornaliste tv o la tanto  lodata indifferenza o ovvietà ( non  neutralità) con cui vengono comunicati i delitti più efferati hanno in sé del folle e dell’insopportabile ( basti pensare all’ultimo big murder della serie, al delitto Tassitani, dove i pezzi della povera Iole, ogni giorno si arricchivano di particolari sconcertanti, dettagli mediatici niente affatto necessari o indispensabili per noi che non siamo gli inquirenti e che, a quell’ora, di solito, mangiamo).

Il colmo dei colmi è stato quando, durante le feste natalizie, o forse lo stesso giorno di Natale, prima di snocciolarci nel menù lo spezzatino del crimine di giornata, fatto con questi pezzi mediatici in salsa di Iole Tassitani, una nota giornalista ci ha chiesto gentilmente scusa di ‘doverlo proprio fare’.

Il colmo dei colmi sarebbe invece il fatto che, contrariamente a quanto sembra, statisticamente, in Italia,  i crimini sono calati, in questi ultimi anni.

Però se ne sfornano alcuni di così ghiotti e di così imperdibili per la National Trash Television che non si può fare a meno di notare quanto siano raffinate e succulente le maniere in cui ce li cucinano i giornalisti TV a pranzo e a cena, con particolare apparecchiatura e allestimento di armi e di coltelli, cioè sempre più ‘preziosa’ nel confezionare appunto il ‘delitto regalo’ del MENU dei delitti del giorno ( magari di festa o di  Natale).

Quanto ora scrivo risente dell’effetto della reiterazione o dell’accanimento o delle specifiche da raccapriccio sul delitto di Castelfranco Veneto,che continuavano a dare i giornalisti TV, per giorni e giorni, durante le vacanze natalizie, anche dopo la confessione dell’assassino di Iole Tassitani.

PER QUESTO I MIEI AUGURI SONO PER QUELLI CHE VOGLIONO PULIRE IL NOSTRO INFOMONDO  QUOTIDIANO DALL’ECCESSO E DAL COMPIACIMENTO MEDIATICO DEDICATO DI SOLITO ALLE MACABRE NOTIZIE DEI CRIMINI.

GLI AUGURI MIGLIORERANNO LA VITA DI TUTTI , DIVENTANDO CONCRETI,  SE MI LASCERETE TOGLIERE DALLA SOMMA DI TUTTI  I PIU’  MOSTRUOSI DELITTI DELL’ULTIMA TORNATA UN DELITTONE ORMAI OBSOLETO, INVENTATO DI SANA PIANTA DAI MEDIA : COGNE ( Cogne Un Enigma Svelato Giraldi Editore, Bologna).

Un delitto in meno è UNA GIOIA MEDIATICA IN PIU’ per UN PAESE CHE NON SA PIU’ COME TURARSI LE ORECCHIE DAVANTI A UNA TELEVISIONE CHE DETURPA LA VITA E MANIPOLA LA DEMOCRAZIA E LA SENSIBILITA’ DI CHI ASCOLTA.

AUGURI a tutti PER UN DELITTO MEDIATICO IN MENO per l’anno nuovo,

DI QUESTO ARGOMENTO PARLERO’ PRESTO DA UNA NUOVA TELEVISIONE ETICA ‘STREAM IT’

Vostra  MARIA GRAZIA TORRI
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categoria:trasmissione da nuova tv etica
sabato, 29 dicembre 2007

Abbiamo Saputo di recente che la Forleo non poteva indagare i parlamentari italiani attraverso intercettazioni telefoniche anche se commettevano illeciti perché una legge parlamentare lo vieta, abbiamo saputo che  molte leggi che QUESTO FOLLE PAESE CHE E’ L’ITALIA  che si picca di combattere il MALE ( cioè la mafia ed altro) sono ad personam, abbiamo capito che la VERITA’ SE NON E’ MEDIATICA NON SI PUO’ DIRE e che persone come me, totalmente aliene alla politica e ai media, se il destino le porta a incontrare LA VERITA’ per caso, sono costrette ad ammalarsi piuttosto che a dirla. Persone come me, che INCONTRANO LA VERITA’ PER CASO COME IN UN ROMANZO, devono CUCIRSI LA BOCCA e ingoiare BOCCONI AMARISSIMI rinunciando a PRANZI NATALIZI sempre più nauseabondi, perché non possono più fare altro. Qualcuno mi ricorda che io non sono né Gesu’ Cristo né Giovanna d’Arco ma io mi limito a ripetere loro che il CASO COGNE è LA STORIA DI UN DELITTO INVENTATO DAI MEDIA E NE RACCONTO TUTTI I RETROSCENA NEL MIO LIBRO: Cogne, un enigma svelato ( Giraldi), UN LIBRO CHE NON E’ STATO LETTO DA NESSUNO PERCHE’ LA TELEVISIONE CHE E’ DIO NON LO DIVULGA, PERCHE’ IO NON HO ALTRA VOCE CHE QUESTO POVERO BLOG di 1867 persone, PERCHé ORA SONO SOLA, DISOCCUPATA, MALATA GRAVE E RIDOTTA ALL’IMPOTENZA E ALLA MUSERUOLA COME ANNA POLITOSKAIA (e Franzoni). ORA SONO CHIUSA IN UN OSPEDALE A CAUSA DELLA VERITA’ CHE NON MI HANNO LASCIATO DIRE, CHE NON MI VOGLIONO FAR DIRE PERCHE’ CONDANNEREBBE LA MAGISTRATURA E LO STATO ITALIANO E I MEDIA NON LA FRANZONI! PERCHE’? PERCHE’ HO DETTO UNA VERITA’ CHE SI OPPONE AI POTERI FORTI DELLO STATO, CHE, COME DIMOSTRO NEL LIBRO SCRITTO CON L’AIUTO DI RARI MEDICI NON CORROTTI ( vedi dott Pozzi)CAMPANO E INGRASSANO E IMBANDISCONO TAVOLE NATALIZIE SULLE MENZOGNE DI STATO. IO NON LOTTO PER LA FRANZONI COME VITTIMA SINGOLA, LOTTO PER LA VERITA’ SPIETATAMENTE SCIENTIFICA e PERCIO’ SCANDALO e PERCIO’ SPADA e macigno scagliato contro i mille sassolini del LORO mortifero GOSSIP MEDIATICO. Che AFFONDI nel 2008!


Dall’artista  Federico Bellini … scelto come auguri ideali dal critico Maria Grazia Torri

Maria Grazia Torri augura a tutti buone feste!

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categoria:auguri
lunedì, 17 dicembre 2007

Si apprende  che il 14 febbraio, giorno per me SIGNIFICATIVO dell’amore universale, ex festa dei fidanzatini di Peinet, ma per me , ora, solo FESTA DELL’AMORE, la signora Del Savio Bonaudo lascerà il suo incarico di Capo della procura d’Aosta.

Si profila essere il 14 febbraio un grande e MERAVIGLIOSO giorno.

L’Amore per la giustizia con la A maiuscola finalmente avrà più probabilità di affermarsi.

La dott BONAUDO festeggia il fatto che con la sentenza d’appello dell’aprile scorso che condanna la Franzoni a 16 anni ‘sono stati puniti i detrattori delle indagini perfettamente condotte dalla procura di Aosta’.

Da qualche altra parte la zelante procuratrice ha anche ammesso, però, che se si fossero mostrate SUBITO ad Anna Maria le foto del cadaverino martoriato di suo figlio una qualche DISPERATA CONFESSIONE sarebbe venuta fuori dalla madre supposta colpevole dalla procura di Aosta e perciò CONDANNATA prima a 30 poi a 16 anni( per le attenuanti generiche!).

UNA LIBERA DOMANDA MIA AL PROCURATORE CAPO DI AOSTA: “ Gentile e per fortuna  uscente capo della procura di Aosta , si è di recente laureata in NEUROCHIRURGIA o in TRAUMATOLOGIA CEREBRALE per fare simili incaute, discutibili e contradditorie affermazioni? E’ per fare il Neurochirurgo che lascia l’incarico di Procuratore Capo? E se non è così, perché, da un lato dice che le vostre indagini su Cogne o le vostre diagnosi di morte fatte su Samuele sono perfette e  ineccepibili , mentre dall’altro lato ammette che se si fossero mostrate SUBITO le foto del corpicino martoriato del figlio alla madre ne sarebbe uscita SENZ’ALTRO una confessione ECCELLENTE? Ha paura di non aver fatto proprio TUTTO BENE? Ha dei dubbi anche lei?”

Non approvo neppure il fatto che l’avvocato di Anna Maria Franzoni, Paola Savio, abbia proiettato per ore, all’ultima udienza del processo d’Appello, le foto di quel povero bambino ovviamente sanguinolento, provocando lo shock e la ribellione psicologica della madre e del padre che non potevano nemmeno andare a chiudersi in gabinetto per non vederle, ma dovevano STARE IN AULA PER FORZA.

Lo trovo inutile sfoggio di CRUDELTA’, CINISMO, IGNORANZA E RETORICA. Perché signora Savio ha fatto questo? Chi voleva impressionare? Lei è un  medico? Lei o Torre siete due traumatologi o due  anatomopatologi illustri o due specialisti di morti cerebrali? Lavorate abitualmente in un’unità di Neurochirurgia? No!! E allora non vi vergognate a PROIETTARE IMMAGINI CHE NON COMPRENDETE NE’ POTETE COMPRENDERE SCIENTIFICAMENTE PARLANDO? Foto di UN FATTO CHE NON SAPETE E NON POTETE SPIEGARE PERCHE’ NON AVETE GLI STRUMENTI SCIENTIFICI PER SPIEGARLO? E LA FRANZONI NON SI SENTE VIOLENTATA NELL’ANIMA ANCHE DA VOI?

Io non sono nessuno, SONO PERO’ PLURILAUREATA, MAGGIORENNE e SO RAGIONARE BENE , CON LA LOGICA:VOGLIO SOLO RAGIONE E GIUSTIZIA non solo per Samuele anche per me.

E PER SAN VALENTINO INVOCO UNO SCONFINATO AMORE CHE CI LIBERI DAI MALI PIU’ VERGOGNOSI E DAGLI ERRORI PIU’ EFFERATI DI UNA SOCIETA’ CHE SI STA AUTODISTRUGGENDO E CHE CI STA DISTRUGGENDO TUTTI!

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categoria:14 febbraio
giovedì, 01 novembre 2007

Ieri sera, festa di Halloween , Porta a Porta ci ha riservato una grande sorpresa. Verso l’una del giorno dopo, però, era già il giorno dei SANTI ( aggiungerei anche dei MARTIRI e ne conosco qualcuna…)Il Caso Cogne è stato trattato con scientificità e professionismo, finalmente.

C’è stato, cioè un valido contradditorio di scienziati. S’è fatta una domanda intelligente da parte di uno psichiatra, il dott Merluzzi ad un altro psichiatra che si è occupato minuziosamente del caso, il prof Mastronardi, ( ha scritto un libro sulle madri che uccidono). Il prof Meluzzi ha chiesto al prof Mastronardi: ‘ La personalità di Anna Maria Franzoni è compatibile con quella delle madri assassine che lei ha esaminato?’   ‘No’ ha risposto il prof Mastronardi ‘ non è compatibile con nessuna di loro e non rientra nei casi che la scienza psicopatologica ha finora considerato. Trattasi di donna normale, forse stressata come tanti di noi, con famiglia normale, anzi molto unita, con affettività normale, con curriculum vitae normale, che fa una vita normalissima e serena e che non rientra in nessuna possibile casistica di figlicidio.’

Bene: RICOMINCIAMO DI QUI.

Questa è scienza. Che parlino gli scienziati e non le suggestioni e i ‘PROBABILMENTE’ a cui accenna, nell’editoriale di GENTE , una Monica Mosca che finalmente , come direttore di un settimanale importante, brilla per la sua ragionevole ‘ INQUIETUDINE’ di fronte alle 553 pagine di sentenza giunta in un ritardo non giustificato né giustificabile e che vorrebbe imporre di contro tempi velocissimi alla Cassazione..

Monica Mosca riporta queste parole della sentenza:‘ la causa scatenante dell’azione delittuosa risiede PROBABILMENTE in un conflitto interiore ‘

E’ questo PROBABILMENTE più di ogni altra cosa ad attirare l’attenzione di Monica Mosca direttore di GENTE.

E adesso, cara Monica, continui a ‘farsi attirare’ dai esperti veri, da scienziati veri, da medici veri, magari anche dal libro Cogne, un enigma svelato della Giraldi che le ho spedito a suo tempo, vada dagli specialisti veri, da quelli che dovevano VERAMENTE occuparsi del caso Cogne al posto dell’irruzione mediatica ingiustificata di persone poco attinenti a una ricerca così intelligente e spinosa  sulla verità al posto della fretta mortale di dare una notizia a tutti i costi. UNA NOTIZIA FRETTOLOSA E SBAGLIATA( DELITTO) che non accenna a una MORTE che può essere ed è invece NATURALE, PROBABILMENTE…

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categoria:qualche cosa è cambiato…
martedì, 23 ottobre 2007

E speriamo che sia così, e che si deprimano parecchio anche  i giudici della Cassazione per il fatto che la Franzoni, a quanto risulta dalla sentenza d’assise d’appello depositata il 19 ottobre 2007  risulta condannata per probabile depressione e raptus sostenuti a velocità motoria davvero supersonica, tenuto conto della quale avrebbe ucciso in un solo minuto, proprio quel minuto che Samuele è sceso inaspettatamente per le scale inseguendola) picchettando leggermente con 17 tipi di armi diverse, con 17 colpi diversi , purtroppo, nessuno di questi mortale, però ugualmente tutti ‘decisivi’ per l’accusa ( anche se, sono stati incredibilmente giudicati irrilevanti da tutti i medici che li hanno visti e per giunta sono !!!! ‘privi di ematomi sottostanti’ secondo ciò che dice nella perizia l’anatomopatologo del tribunale),occultando infine in un sol gesto Samuele e pigiama sporco sotto immenso piumone, fornendo con spruzzi di sangue precedentemente prelevato a Samuele una prova artistica espressa su pareti e mobili e muri e letto degna di un espressionista astratto tedesco, molto geniale ( un’azione di ‘Dripping’ quasi alla pari di quella dell’artista della fontana di Trevi) ripulendo se  stessa con doccia abbondante e perfetta messa in piega,  in tempi che neppure Ridolini aveva mai sperimentato in tutta la sua carriera cinematografica, e, infine, col sorriso del Molino Bianco sulle labbra e un bel buongiorno stampato sul viso accompagnando Davide allo scuolabus dove l’autista le ricambiava sorriso e buongiorno. Quando ha fatto ritorno all’ovile si sarà sorpresa lei stessa di quanto aveva fatto, di quanto era riuscita fare sulle orme di Lara Croft, in un microscopico minuto di una  mattina che avrebbe dovuto essere  così poco ‘energetica’, se si tiene conto del malore avuto la notte prima. E poi, ‘senza farsi scoprire da nessuno’ ha chiamato, sempre il minuto dopo, ma anche prima, i soccorsi, occultando non si sa come e dove prove di ogni genere con esperimenti paranormali incalcolabili davvero e con dilatazioni e restringimenti del tempo degni di uno scienziato intergalattico.

Giudici cari, vi porgo i miei auguri vivissimi.

mgt

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categoria:cassazione fa rima con depressio